Ente di riferimento

Associazione La Forza del Silenzio

Tipologia

Buone pratiche di riuso sociale

Localizzazione del bene

Via Bologna 1 (angolo via Croce) – Casal di Principe

Proprietario del bene

Comune di Casal di Principe

Il percorso di riuso sociale:

Villa situata in via Bologna angolo Via Croce e confiscata definitivamente a Francesco Schiavone “Sandokan”, affidata nel 2012 in gestione all’Associazione ‘La Forza del Silenzio’ per destinarlo a ‘Centro sociale per utenti adolescenti affetti da autismo’. I lavori di ristrutturazione sono stati realizzati e finanziati dalla stessa associazione. Le attività sono state avviate a Dicembre 2016.

Il percorso di riuso sociale integra e rafforza il progetto di riuso sociale già avviato sul bene confiscato in via Bologna 10, dove l’associazione gestisce un Centro sociale per bambini affetti da autismo.

Il soggetto gestore:

L’Associazione “La Forza del Silenzio” nasce nel 2008 per migliorare la qualità di vita dei ragazzi affetti dal disturbo autistico e del loro nucleo familiare. A costituirla sono i genitori di Gennaro e Maurizio Abate, due gemelli autistici monozigoti, insieme a un gruppo di operatori alle prime esperienze.
L’associazione, presieduta da Vincenzo Abate, si occupa di informazione e formazione rispetto alla tematica dell’autismo, e dell’erogazione di servizi specifici che danno una risposta concreta ai bisogni assistenziali e formativi delle persone del territorio che vivono disturbi dello spettro autistico.
Da straordinario esempio di genitori che si mobilitano e si organizzano in associazione per fornire delle risposte ai bisogni dei propri figli, in pochi anni La Forza del silenzio è diventata un punto di riferimento importante per centinaia di famiglie che convivono con la problematica dell’autismo, ma anche per i professionisti della materia che intendono ulteriormente specializzarsi.
L’associazione ha promosso anche la costituzione di due cooperative sociali che collaborano nella gestione delle attività svolte all’interno dei beni confiscati e nello sviluppo di laboratori di impresa sociale:
• La cooperativa sociale “LFS Global Care”;
• La cooperativa sociale “La Forza del Silenzio”.
Il sodalizio che oggi operano all’interno dei beni confiscati oggi conta circa 70 dipendenti e dà servizi a circa 80 famiglie.
L’associazione con la costituzione e l’autodeterminazione delle due cooperative, oggi si occupa prevalentemente di Formazione e l’Informazione nell’ambito della tematica dell’autismo.

Descrizione del bene:

I due beni confiscati utilizzati si configurano come un centro Polifunzionale per l’erogazione di interventi polivalenti sull’autismo. In cogestione con le ASL vengono erogati servizi sociosanitari come PTRI (Progetti Terapeutici e Riabilitativi Individualizzati) e terapie ABA.
All’interno degli immobili vengono organizzati periodicamente incontri formativi e informativi sui disturbi dell’apprendimento, sulla valutazione e il trattamento dei disturbi dello spettro autistico, sull’analisi comportamentale applicata, nonché corsi di formazione per operatori RBT sull’Analisi del Comportamento Applicata.
Vengono forniti anche sostegno psicologico e percorsi di parent training, e vengono erogate consulenze e interventi sull’analisi comportamentale applicata (ABA) per scuole e privati.
I beni confiscati rappresentano una cabina di regia e un punto di riferimento per tutta una serie di attività che si svolgono anche all’esterno: dalla formazione del corpo docente degli istituti scolastici ai servizi erogati a domicilio, dalle attività di sensibilizzazione rispetto alla problematica dell’autismo ai laboratori esterni.

Le attività di economia sociale:
All’interno del bene confiscato in via Bologna 1 sono stati attivati alcuni laboratori di economia sociale.

1. Farinò
Farinò è un laboratorio di pasticceria e prodotti da forno senza glutine, che consente di impegnare, in alcune fasi della lavorazione, dei ragazzi autistici ad alto funzionamento con la presenza di un supervisore. I ragazzi accompagnati da tutor qualificati e da personale esperto realizzano soprattutto prodotti di qualità, tipici del territorio, ma senza glutine. Tra i prodotti di punta ci sono la polacca, il casatiello, le zeppole, prodotti tipici del territorio che un celiaco spesso fa difficoltà a trovare.
Oggi i prodotti realizzati da Farinò sono riconosciuti dal Ministero della Salute ed inseriti nel Registro Nazionale dei prodotti erogabili a carico del Sistema Sanitario Nazionale, e quindi sono in vendita anche presso farmacie e parafarmacie, oltre che nel punto vendita presente all’interno del bene confiscato.
Attraverso questo laboratorio, gestito dalla cooperativa sociale LFS Global Care, si intende promuovere attività terapeutiche, percorsi di inserimento lavorativo e borse lavoro a beneficio di ragazzi autistici, creare degli indotti che possano finanziare nuovi interventi sulla tematica dell’autismo.
L’idea di realizzare un laboratorio di pasticceria e prodotti da forno nasce nel corso delle stesse attività terapeutiche organizzate per i ragazzi. La realizzazione di biscotti ed altri prodotti da forno, la manipolazione di acqua e farina, venivano utilizzati per consentire ai ragazzi di sperimentare la motricità fine motoria e la motricità grosso motoria. Gli ottimi risultati terapeutici e il buon sapore dei prodotti realizzati furono la spinta che portò alla realizzazione di un vero e proprio laboratorio.
La scelta di realizzare prodotti senza glutine nasce anche dal fatto che molti ragazzi affetti da autismo mostrano un’intolleranza al glutine anche perché la celiachia, di pari passo con l’autismo, è una patologia in crescita.

2. Everytink
Everytink – stampa ciò che vuoi, è un laboratorio di stampa serigrafica e digitale su abbigliamento, tessuti e gadget che fa uso di tecnologie a basso impatto ambientale e promuove il lavoro artigianale e creativo.
Il laboratorio è gestito dalla cooperativa sociale La Forza del silenzio. Come Farinò anche Everytink sostiene le attività educative, terapeutiche e riabilitative messe in campo, e crea nuove opportunità di avviamento al lavoro in contesti protetti per le persone autistiche ad alto funzionamento.
Il laboratorio collabora stabilmente con grandi multinazionali della GDO, fornendo supporto tecnico e creativo. In particolare, il laboratorio è partner dell’azienda francese Decathlon.

3. LFS Social Lab
Il Covid19 e l’esigenza anche interna di avere mascherine adeguate per i numerosi operatori e per i ragazzi seguiti, hanno spinto la cooperativa “La Forza del silenzio” a riconvertire parzialmente la produzione del laboratorio di serigrafia, stampa digitale e subliminale. All’interno di una porzione del laboratorio è stata allestita una sartoria (LFS Social Lab) e grazie all’aiuto di sarte professioniste è stata avviata la produzione di mascherine lavabili e personalizzabili. Dall’iniziale soddisfacimento di un bisogno interno, si è passati alla strutturazione di una vera e proprio attività imprenditoriale. Dopo una prima fase di studio della normativa e di sperimentazione, il 23 giugno del 2020 il prodotto definitivo ha ricevuto la certificazione ed è stato possibile offrire al mercato mascherine chirurgiche/medicali a marchio CE, realizzate con tessuti che garantiscono la massima protezione dal virus.
L’attività è stata resa possibile grazie al contributo di Fondazione con il sud nell’acquisto delle attrezzature necessarie alla produzione, e grazie al contributo di Fondazione POL.I.S. che ha sostenuto l’iniziativa anche dando la possibilità di acquistare le materie prime per lo startup delle attività. In particolare, Fondazione Polis ha spronato la compagine a cominciare, perché si doveva dimostrare che sui beni confiscati anche nei periodi di crisi si aveva la forza di reagire.
Oggi LFS Social Lab consente di impiegare 4 ragazzi autistici ad alto funzionamento che partecipano alle attività di packaging e di personalizzazione delle mascherine.
Vengono prodotte mascherine, certificate, sicure e lavabili (fino a 10 volte). Ne sono disponibili di varie tipologie, da quelle per bambini a quelle personalizzate. Si tratta di un prodotto di qualità e a basso impatto ambientale, per i quali vengono scelti i migliori materiali in commercio, affinché si riducano gli sprechi e potessero essere usate il più possibile. Alcune persone e soprattutto donne che anche a causa del Covid si trovavano senza lavoro, grazie all’avvio di questo nuovo progetto hanno potuto formarsi, riottenere un lavoro e aiutare le persone a proteggersi. I ragazzi autistici danno una mano nelle fasi di personalizzazione delle mascherine e nel packaging, nel confezionamento delle singole mascherine.

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