Ente di riferimento

Comitato don Peppe Diana

Tipologia

Buone pratiche di riuso sociale

Localizzazione del bene

Via Urano 18 – Casal di Principe

Proprietario del bene

Comune di Casal di Principe

Il percorso di riuso sociale:

La struttura, inizialmente in gestione ad Agrorinasce, è stata destinata ad essere un “Centro di Pronta e temporanea accoglienza per i minori” ed è stata inaugurata, dopo alcuni interventi di ristrutturazione, nel 2005. La gestione delle attività è stata in capo all’ASL Caserta e la struttura fu utilizzata per alcuni anni (fino al 2007), poi le attività sono state interrotte e anche a seguito di atti vandalici è rimasta inutilizzata per molti anni.
La Commissione straordinaria del Comune di Casal di Principe nel 2014 ha revocato la concessione del bene ad Agrorinasce. In seguito a una procedura di evidenza pubblica la villa è stata affidata all’APS Comitato don Peppe Diana. Prima dell’avvio delle attività previste dall’affidamento, nel 2015 la Villa, in accordo con il Comitato don Peppe Diana, ha ospitato la mostra “La luce vince l’ombra. Gli Uffizi a Casal di Principe”. Il Comitato don Peppe Diana ha avviato effettivamente le attività all’interno del bene confiscato nel 2016, configurandolo come un “Centro polivalente per la promozione sociale dedicato a giovani e adulti”

Il soggetto gestore:

Il Comitato don Peppe Diana si costituisce ufficialmente il 25 aprile 2006, al culmine di un percorso di cittadinanza attiva avviata da diverse persone e organizzazioni attive nel sociale che condividevano il desiderio di preservare e diffondere la memoria di don Peppe Diana e di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata, di promuovere azioni educative e didattiche basate sui temi dell’impegno civile e sociale, di sensibilizzare le nuove generazioni e di promuovere lo sviluppo di comunità sane e solidali che si ponessero come alternativa alla camorra.
Già nel 2006, questo percorso si è incrociato con la possibilità di promuovere il riuso sociale dei patrimoni confiscati alla camorra: a dicembre, infatti, il Comitato, istituisce con Libera e la Provincia di Caserta l’Osservatorio provinciale sull’uso sociale dei beni confiscati alla camorra. L’obiettivo era quello di comprendere al meglio la presenza di beni confiscati e progettare interventi di riuso sociale. La Provincia di Caserta sostenne il progetto fino al 2009, l’Osservatorio verrà poi riattivato negli anni successivi in collaborazione con il CSV Asso.Vo.Ce.
Nel 2008 viene promossa a Casal di Principe la prima edizione del Festival dell’Impegno civile –Le Terre di Don Peppe Diana, il primo festival interamente realizzato sui beni confiscati, a cui è stato riconosciuto anche l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Grazie al Festival dell’impegno civile numerosi beni sono stati aperti per la prima volta, è stata creata attenzione da parte delle istituzioni intorno al tema del loro riuso sociale, ed è stato dato un contributo importante alla crescita culturale del territorio, attraverso l’organizzazione di mostre, presentazioni di libri, reading, concerti, spettacoli teatrali. Negli anni il Festival dell’impegno civile, da una tre giorni che coinvolgeva un numero limitato di beni è diventata una kermesse nazionale con decine e decine di iniziative sparse in giro per l’Italia ed anche in Europa.
Contestualmente al Festival dell’impegno civile vengono avviati anche i primi campi di volontariato e i primi percorsi di Turismo Responsabile: numerosi giovani e meno giovani vengono in visita alle Terre di don Peppe Diana, per conoscere i luoghi in cui ha vissuto don Peppe Diana, ma anche per “sporcarsi le mani” e contribuire alla costruzione di un modello di economia sociale che facesse da antidoto all’economia criminale.
Il 19 marzo 2009 viene sottoscritto il protocollo “Simboli e risorse di comunità libere - Le terre di don Peppe Diana - Libera Terra”, con cui si avvia il percorso per la nascita della prima cooperativa in Campania a marchio Libera Terra.
Allo stesso tempo l’azione di sensibilizzazione e formazione avviata dal Comitato don Peppe Diana, inizia a mostrare i primi frutti e sul territorio nascono le prime esperienze di economia sociale sui beni confiscati. A novembre 2010 il Comitato, insieme ad alcune cooperative sociali che poi formeranno il Consorzio NCO Nuova Cooperazione Organizzata, promuove la nascita dell’iniziativa “Facciamo un pacco alla Camorra”, un pacco dono natalizio che mette insieme i primi prodotti realizzati sui beni in provincia di Caserta.
Per rafforzare questi percorsi furono promosse una serie di iniziative formative anche in collaborazione del mondo accademico e nel 2012 in qualità di capofila, il Comitato don Peppe Diana avvia il progetto “La Res - Rete Economia Sociale” che ha consentito lo startup di nuove realtà di economia sociale sui beni confiscati.
In tutto questo percorso una costante dell’azione del Comitato è stata la promozione di iniziative fare memoria di don Peppe Diana e di tutte vittime innocenti della criminalità organizzata, promuovendo iniziative e incontri anche nei vari istituti scolastici del territorio.

Casa don Diana è un luogo di memoria, che preserva la memoria di don Peppe Diana e di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata. Accoglie scolaresche, gruppi organizzati, cittadini attivi e rappresenta un Museo della Resistenza alla Camorra, ricco di testimonianze e mostre fotografiche: la mostra “Non Invano” inaugurata a Casa don Diana il 19 marzo 2016 in memoria e ricordo di tutte le vittime innocenti della criminalità organizzata; la mostra “Io Resisto – Mostra della resistenza e dell’impegno civile”, che è aperta presso Casa don Diana dal 3 dicembre 2016; “Con gli occhi di Augusto”, un percorso per immagini realizzato con l’archivio fotografico di Augusto Di Meo, testimone oculare dell’uccisione di don Peppe Diana, inaugurato il 15 marzo 2019
L’immobile viene messo a disposizione della comunità grazie all’allestimento di spazi per lo studio e per la lettura, attraverso la possibilità di ospitare mostre e iniziative promosse da cittadini e altre associazioni del territorio, con un FABLAB realizzato in collaborazione con gli istituti scolastici del territorio. Rappresenta inoltre un luogo di incontro per le oltre 40 organizzazioni, tra associazioni, cooperative sociali, dipartimenti universitari, scuole, socie del Comitato don Peppe Diana.
Valorizzando gli spazi disponibili a Casa don Diana vengono offerti tutta una serie di servizi a beneficio della collettività come, ad esempio, gli screening gratuiti di prevenzione oncologica, i campi estivi per i bambini del territorio dai 6 agli 11 anni, gli eventi di formazione e confronto per gli adulti, il prestito di libri.

Descrizione del bene:

La Biblioteca Mediateca Don Giuseppe Diana
All’interno di Casa don Diana, è stata istituita agli inizi del 2020 la biblioteca mediateca Don Giuseppe Diana, parte del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) e prima biblioteca realizzata su un bene confiscato alla camorra in Provincia di Caserta. La Biblioteca/Mediateca vuole essere innanzitutto un archivio vivo della memoria di don Peppe Diana. Il patrimonio di libri e documenti riguarda i temi della denuncia e della promozione del territorio con una ricostruzione storica dell’ultimo trentennio. Da quelli di narrativa ai manuali di approfondimento, dai codici antimafia, ai libri sull’ambiente, dall’economia sociale al consumo critico fino ai libri per bambini. La biblioteca si pone come un luogo di incontro, di discussione, di promozione della lettura e della cultura.

Il Viaggio sulle Terre di don Peppe Diana
Casa don Diana, da quando è stata affidata al Comitato don Peppe Diana, è diventata meta di migliaia di turisti in visita alle “Terre di don Peppe Diana”. Negli anni, infatti, grazie all’impegno congiunto del Comitato e delle organizzazioni aderenti, sono stati strutturati vari percorsi di turismo responsabile che prevedono tour sui beni confiscati e visite a luoghi di interesse culturale, sociale, naturalistico. della provincia di Caserta. I turisti vengono sul territorio per visitare i luoghi dove ha vissuto don Peppe Diana, per approfondire la conoscenza le buone pratiche territoriali di riuso dei beni confiscati e applicarle al proprio territorio, per incontrare testimoni di giustizia e familiari di vittime innocenti della camorra.
Gran parte dei tour partono proprio da Casa don Diana, ma anche nell’ambito dei tour promossi da altre organizzazioni del territorio Casa don Diana è riconosciuta come un luogo da visitare. A Casa don Diana, studenti, cittadini attivi e turisti responsabili hanno l’opportunità di ripercorrere la storia di don Peppe Diana “Con gli occhi di Augusto”. Possono approfondire le storie che accompagnano i nomi e volti delle vittime innocenti alla criminalità organizzata che compongono la mostra “Non invano”. Possono specchiarsi tra i volti della mostra “Io Resisto” che raccoglie alcuni documenti che testimoniano la resistenza alla criminalità realizzata sul territorio e ritratti dei cittadini attivi che ne sono stati e ne sono ancora protagonisti.

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